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Ho visto Draquila…

martedì, 6 luglio 2010

…e non pensavo potesse colpirmi così tanto. Partendo dall’analisi del terromoto, la Guzzanti delinea un panorama globale dell’attuale e povera situazione italiana.
Fa riflettere l’ultima parte del film che lascia una ulteriore, amara riflessione:
Le frasi e le testimonianze di chi le dittature vere le aveva vissute davvero erano tutte più o meno: “non credevamo che potesse durare”, “non immaginavamo potessero arrivare a tanto”. È questa la dittatura della merda, vuota e fasulla, niente torture, niente olio di ricino. E ciò che la fa andare avanti è l’illusione da parte degli italiani oppositori che ciò che è vuoto e fasullo non possa durare. E invece dura. Eccome
(Ferdinando Taviani)

Saluti senza parole,
Marco

Mi sono iscritto al movimento delle “agende rosse”!

lunedì, 7 giugno 2010

A parte i miei incasinamenti con il precedente contratto Fastweb, che non mi vuole abbandonare….ho finalmente scoperto il sito del movimento delle agende rosse, coordinato da Salvatore Borsellino, fratello di Paolo.

Mi sembra significativo aderirvi in un momento e situazione storica delicati per questo paese.
L’obiettivo è quello di costruire quella “massa critica” che possa risvegliare le coscienze del nostro paese dall’indifferenza e dal “guardare” solo il proprio ombelico.

Qualche anno fa ho avuto l’onore di incontrare e sentire parlare Rita Borsellino e quell’esperienza è stata alla base anche di questa scelta di adesione.

Non mi dispiacerebbe il 19 luglio volare a Palermo per partecipare a una delle prossime iniziative….vedremo con il lavoro come sarò sistemato.

Vi lascio il link e….iscrivetevi e passate parola al più presto!

Saluti nella legalità,
Marco

L’intelligenza sta nel chiedersi sempre serenamente se c’è la propria vita in allarme rosso…

martedì, 25 maggio 2010

Prima di entrare in una “due giorni di passione” al lavoro, mi regalo la riscoperta di una canzone di Max Gazzé.
E’ una vera e propria scintilla piena di spunti presentati “à la Gazzé”.

Ribadisce in fondo una buona verità riguardo la maturità umana: essere capace a ridere dei propri limiti per poterli e potersi migliorare.

E’ certo che questo sia un cammino lungo e difficile, ma un’esperienza sufficientemente liberante!

Sotto quindi con il testo e….buon ascolto!!
Dopo….a comprare subito il CD o l’album su ITunes!!!

Autoironia – Max Gazzé

L’intelligenza sta
nel comprendere appena in tempo
il ruolo preciso di un esistenza
le cose da gettare via
quelle importanti da valutare
per mettere a frutto le qualità
L’intelligenza sta
nel chiedersi sempre serenamente
se c’è la propria vita in allarme rosso
e non fare finta di ridere
con autoironia non mentire mai

L’intelligenza sta
nell’esser prudenti
quando cala una nebbia
sul rischio di cadere
troppo facile avere
la lucidità di quelli che
non sanno camminare

L’intelligenza sta
nel capire che la crisi interiore
è solo la fine del primo tempo
cinque secondi alla regia
pausa pranzo un minuto appena
chiuso per ferie o per inventario

L’intelligenza sta
nel cercare con estrema cura
possibili compagni d’avventura
e poter parlare di lei con autoironia
non mentire mai

L’intelligenza sta
nell’essere prudenti
quando cala una nebbia
sul rischio di cadere
troppo facile avere
la lucidità di quelli che
non sanno camminare

L’intelligenza sta
nel considerare il progresso
come un aiutino da “domenica in”
noi ce la caviamo con poco
la macchina del tempo
una buccia di banana

L’intelligenza sta
dove l’ipotesi ammette
l’urgenza di lei
dove c’è il bisogno reale
di mettersi a fare
un po’ di autoironia

Un contributo equilibrato al delirio di questi giorni

giovedì, 15 aprile 2010

In questi giorni in cui il tema pedofilia dilaga, ecco un contributo che ho ricevuto in posta elettronica questa domenica.
Trovo decisamente discutibile il modo in cui la Chiesa sta portando avanti la tematica, ma forse sbagliare in questo modo potrà essere decisivo per ridiscutere certi temi e poter virare decisamente verso la Verità.
Ho di nuovo in mente l’immagine di un mago pasticcione vestito da Silvan che, nel momento in cui si accorge di aver dimenticato qualcosa per completare il suo trucco di magia, comincia a tirare fuori in modo forsennato gli oggetti i più disparati.
Così sembra la Chiesa che sta tirando fuori tutta una serie di frasi e di difese “immature” che affossano il bene generato per secoli e secoli…per che cosa? Per difendere il proprio potere? Per che cosa?
Ecco questo sto cercando proprio di capirlo.

Mi rendo conto che questi fatti così evidenti possano sconvolgere molto le persone, ma questo non giustifica il fatto che sia necessario arrampicarsi sui vetri per difendere la propria condotta.

Tutti commettiamo errori in quanto uomini. Punto. Niente altro da dire e da discutere…
Già gli uomini non ammettono i propri errori, almeno lo facesse la Chiesa…
Le gerarchie romane probabilmente non la pensano troppo così, dopo certe uscite che rischiano di giustificare un po’ troppo questa situazione.

Vi lascio al contributo.

Saluti di riflessione,
Marco

****
Sono un cattolico, impegnato nella Chiesa cattolica fin dai tempi della giovinezza (i tempi di Carlo Carretto e della GIAC-Gioventù italiana di Azione cattolica), e sono profondamente amareggiato dal modo con cui la mia Chiesa gestisce il tremendo e dilagante scandalo della pedofilia.
Si scopre oggi che nell’arco dell’ultimo mezzo secolo si è verificata una grande quantità di casi di pedofilia praticata da membri del clero (o da appartenenti ad istituzioni religiose cattoliche) a danno di bambini e di adolescenti.
Il fenomeno è apparso ben presto di proporzioni enormi, rivelando una diffusione inimmaginabile: è esploso dapprima negli USA, poi ha coinvolto il Canada; in seguito ha investito l’Europa (Irlanda, poi Germania, poi Italia); e, a questo punto, non è improbabile che la frana si allarghi ad altri Paesi europei ed extraeuropei (già arrivano notizie allarmanti dalla Norvegia, dal Messico, dal Sudafrica).
Non mi interessano le conseguenze economiche che la Chiesa cattolica giustamente subisce e che – pur comportando un imponente dissanguamento patrimoniale che distoglie consistenti risorse economiche dalle finalità istituzionali della Chiesa – riguardano la ovvia necessità di risarcire i gravissimi danni prodotti alle vittime.
Mi interessano, invece, la obiettiva gravità dei fatti e la linea difensiva adottata dalla mia Chiesa:
una linea volta anzitutto a minimizzare, affermando che tal genere di fatti è ampiamente diffuso nella società di oggi. Come se dal cristiano (ed in particolare dal prete) non ci si dovesse attendere una particolare limpidezza di comportamenti ed un senso di responsabilità superiore alla media della popolazione.
Mi addolora, in particolare, la disinvoltura con cui oggi si parla – nelle alte sfere della gerarchia cattolica – di “tolleranza zero” quando fino a ieri si è adottata, nei confronti di quell’orrendo fenomeno delinquenziale, un’ampia e sistematica tolleranza, consistente nel limitarsi a trasferire (talvolta imponendo, tutt’al più, un mero trattamento psicologico) il prete colpevole in un’altra parrocchia o in un altro istituto religioso: favorendo in tal modo – con incredibile insipienza – una “metàstasi” che diffondeva largamente il “cancro”.
Sta emergendo, inoltre, un particolare impressionante: la mia Chiesa ha sempre evitato di informare di quei delitti le Autorità giudiziarie dei Paesi in cui i fatti venivano commessi; ed anzi, esisteva persino una severa normativa canonica (emessa anni fa nientemeno che dall’ex “Sant’Uffizio”, oggi denominato “Congregazione per la dottrina della fede”) che imponeva il più assoluto silenzio sui delitti in questione e che comminava addirittura la scomunica per chi avesse lasciato trapelare il terribile segreto all’esterno della struttura ecclesiastica.
Quindi anche la denuncia all’Autorità giudiziaria competente era rigorosamente vietata.
Tutto ciò è gravissimo. In qualunque tipo di società civile causerebbe, secondo i comuni criteri di correttezza, dimissioni a valanga. Eppure ad altissimi livelli ecclesiastici si parla sprezzantemente di “chiacchiericcio”. E’ ben vero che la stampa ci sguazza; ma ci sguazza non solo per gusto scandalistico, bensì perché si tratta di cose che interessano fortemente genitori ed educatori (specialmente quelli che confidavano nella sicura correttezza educativa delle istituzioni cattoliche); e, inoltre, perché la linea seguita dalla mia Chiesa in questa vicenda è – a mio modesto avviso – una linea inaccettabile, debolissima e, oltre tutto, controproducente perché suscita la netta impressione che si voglia sopire, impedire critiche, imporre il silenzio.
Io ho fatto il giudice per tutta la vita (ora sono in pensione) e tale atteggiamento della mia Chiesa mi ferisce profondamente perché è in aperto contrasto con le esigenze della giustizia, che sono esigenze di verità.
Inoltre, come cristiano, rilevo che nella tristissima vicenda io non ho mai – dico MAI – sentito citare dalla mia Chiesa una frase fortissima che Cristo ha detto proprio in relazione a casi di questo genere. La frase è nel Vangelodi Matteo, cap.18, versetti 6 e 7: “Chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato negli abissi del mare”.
E’ un’immagine durissima, che è – senza dubbio – simbolica (Cristo non intendeva, certo, approvare la pena di morte); ma essa esprime con plastica efficacia, e con infinito amore per i più piccoli e i più indifesi, la enorme gravità di simili delitti; una gravità che la normativa emanata a suo tempo dalla “Congregazione per la dottrina della fede” e l’attuale comportamento della mia Chiesa non sembrano, purtroppo, cogliere pienamente. Occorrerà che la Chiesa cattolica, a tutti i livelli, faccia un profondo esame di coscienza ed abbia il coraggio e l’umiltà di accettare con prontezza e fino in fondo il messaggio di Cristo.

Torino, 11 aprile 2010
Rodolfo Venditti

In mezzo a questa pauta…un’altra scintilla!

domenica, 28 marzo 2010


Nello schifo che sta capitando in questo paese Milena Gabanelli ci mostra un punto di vista oggettivo.
Per chi legge: non mi importano le vostre idee politiche, mi importa che riflettiate sulle tematiche proposte dalla giornalista di Report.
Non è da “comunisti” invitare a riappropriarsi della propria libertà, ri-acquisendo il proprio senso critico che permetta di decidere quale siano il male, il bene oggettivo e i propri doveri nei confronti della società.
E’ semplicemente da persone di buon senso.

“Siamo sull’orlo della sconfitta civile”: come non si può non fare la rivoluzione dopo i fatti di queste settimane?
Come si può accettare che un presidente del Consiglio faccia il diavolo a quattro in SEI canali televisivi…come si fa a non pensare di essere tornati al fascismo?

Per me la rivoluzione parte proprio da domani, dal fatto di andare a votare.

E’ normale e non eroico rifiutarsi di calpestare ciò in cui si crede“.
Milena…grazie!!!!

Saluti impegnati,
Marco

Paurosamente attuale…

venerdì, 26 marzo 2010

elsaMorante
Vi propongo il testo originale della Morante e non quello che circola in rete “compresso” un po’ troppo ad hoc.

Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia.
Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale.
Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine.
Alcuni punti però sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti (1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia era legata da patti (1935),la privazione dei diritti civili degli Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel giorno (1938).
Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti.
Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).
Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.
Mussolini,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.
Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo.
Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.

(Elsa Morante, 1° maggio 1945)

Saluti in attesa,
Marco

Heavy rain, looking for the Origami killer

lunedì, 8 febbraio 2010


I’m not used to write about games before watching and analyzing them; in this case I made an exception.
At Christmas I received (not payed yet….thank you Luca…at the moment) a PS3.
Even if at home I have other nice “tools” (Microsoft XBox 360 Sony PS2, Nintendo Gamecube, a PSP FAT and a Nintendo DS Lite), I decided to “buy” the Sony’s third daughter mainly for two games:

I played and completed Fahrenheit (called also Indigo Prophecy), the previous game of Quantic dream studio and I liked very much.
The ending is not so good, but the ideas behind the game are original.
I think is one of the few “interactive movie” that I have finished in my history of video game player.
Now I have played the “four days” experience of Heavy Rain and the PS3 demo (won with the 4 day exp) and I can say that it can be a great masterpiece in the video game history.
Something that is really different from the “usual soup” of video games today.

Now I have to wait until February 24th, day of its release. Cross fingers before playing!

Fun regards,
Marco

Una perla da Max Gazzè

mercoledì, 20 gennaio 2010

favolaDiAdamoEdEva
Sfogliando il Singstore per preparare il pomeriggio Singstar domenica, ritrovo Max Gazzè.
Risentendo una delle prime canzoni che me lo ha fatto conoscere, mi sono accorto quanto “La favola di Adamo ed Eva” sia attuale oggi.
A questo link trovate il link originale in alta definizione, un must per il proprio IPOD, così come tutto l’album da cui è tratta.

La favola di Adamo ed Eva (1998)

Santi numi ma che pena mi fate
strozzati inghiottiti come olive ascolane
spiedini di carne in fila sulle autostrade
saldare al casello tanto per ringraziare
pensarsi arrivati dopo un lungo week-end
chiedo venia trovo un po’ esagerato
pagare tre volte un litro di benzina
sentirsi ridire con sorrisi di rame
che sono costretti dal mercato dei cambi

ma andate a cagare voi e le vostre bugie

Credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell’essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva
la favola di Adamo ed Eva

Dico quel che penso e faccio quello che dico
l’azione è importante siamo uomini troppo distratti
da cose che riguardano vite e fantasmi futuri
ma il futuro è toccare mangiare tossire ammalarsi d’amore

Credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell’essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva
la favola di Adamo ed Eva

Saluti notturni e in economia…

Marco

Un omaggio a Rino Gaetano

martedì, 12 gennaio 2010


Buonasera a tutti.
Su questo blog Rino ci ha già tenuto compagnia con una gran bella canzone “Io ci sto”. Oggi volevo postare una delle sue canzoni più famose per rispondere a chi desidera una “italietta” costituita da persone che pensano solo ai loro affari…

Saluti notturni,
Marco

Oh can’t you see what love has done!

sabato, 26 dicembre 2009


Inauguro tardi il periodo natalizio con questa “scintilla” degli U2.

Nonostante in Italia il “peace and love” stia acquisendo una forte connotazione politica e ipocrita, penso che questa canzone degli U2 ci possa veramente scaldare il cuore, pronti per ripartire meglio che mai e con le nostre forze e di tutti verso gli orizzonti rinnovati che il nuovo anno ci potrà offrire.

Il video è anche un interessante collage di più artisti che sono stati “sincronizzati” con la canzone.

Buon ascolto e buona visione!

Saluti,
Marco

Artist: U2
Album: U218 Singles (2006)
Song: U2 – Window In The Skies

The shackles are undone
The bullets quit the gun
The heat that’s in the sun
Will keep us when there’s none
The rule has been disproved
The stone it has been moved
The grave is now a groove
All debts are removed
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see what love has done?
What it’s done to me?
Love makes strange enemies
Makes love where love may please
The soul and its striptease
Hate brought to its knees
The sky over our head
We can reach it from our bed
You let me in your heart
And out of my head, head
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see what love has done?
What it’s done to me?
Oh, oh, oh, oh
Oh, oh, oh, oh
Please don’t ever let me out of you
I’ve got no shame, oh no, oh no
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see?
Oh can’t you see what love has done?
What it’s doing to me?
I know I hurt you and I made you cry
Did everything but murder you and I
But love left a window in the skies
And to love I rhapsodize
To every broken heart
For every heart that cries
Love left a window in the skies
And to love I rhapsodize