In mezzo a questa pauta…un’altra scintilla!

28 marzo 2010


Nello schifo che sta capitando in questo paese Milena Gabanelli ci mostra un punto di vista oggettivo.
Per chi legge: non mi importano le vostre idee politiche, mi importa che riflettiate sulle tematiche proposte dalla giornalista di Report.
Non è da “comunisti” invitare a riappropriarsi della propria libertà, ri-acquisendo il proprio senso critico che permetta di decidere quale siano il male, il bene oggettivo e i propri doveri nei confronti della società.
E’ semplicemente da persone di buon senso.

“Siamo sull’orlo della sconfitta civile”: come non si può non fare la rivoluzione dopo i fatti di queste settimane?
Come si può accettare che un presidente del Consiglio faccia il diavolo a quattro in SEI canali televisivi…come si fa a non pensare di essere tornati al fascismo?

Per me la rivoluzione parte proprio da domani, dal fatto di andare a votare.

E’ normale e non eroico rifiutarsi di calpestare ciò in cui si crede“.
Milena…grazie!!!!

Saluti impegnati,
Marco

Paurosamente attuale…

26 marzo 2010

elsaMorante
Vi propongo il testo originale della Morante e non quello che circola in rete “compresso” un po’ troppo ad hoc.

Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia.
Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale.
Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine.
Alcuni punti però sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti (1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia era legata da patti (1935),la privazione dei diritti civili degli Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel giorno (1938).
Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti.
Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani).
Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.
Mussolini,uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine.
In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.
Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita. Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare. Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo.
Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti , i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando. Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.

(Elsa Morante, 1° maggio 1945)

Saluti in attesa,
Marco

Mamma mia…truzzo forte…

12 marzo 2010

L’avevo già postato su Facebook ma un incontro fatto a Milano, presso stazione Centrale, mi ha illuminato di nuovo e mi ha fatto decidere per il post.
Ancora lo guardo e non posso credere che l’abbiano fatto….

A questo punto che faccio…come lo catalogo? Beh, dai….Mondo Internet…sì…Internet è capace ANCHE di questo.

Saluti…ma truzzi forte….
Marco

La mia partenza al mattino…

4 marzo 2010


Dal grande Fantozzi, un riassunto di quella che è la mia mattina tipo per andare in stazione…e la dimostrazione di quanto sia inossidabile e triste il primo ciclo di Fantozzi.

Da notare..”No, non lo aiutare sennò è squalificato, deve arrivarci da solo…“…tremendo.
Adesso mi butto nella grande esperienza Heavy Rain!!!

Saluti serali,
Marco

Sono stato intervistato da OOSTYLE

3 marzo 2010

oostyle
In modo inaspettato qualche settimana fa sono stato contattato da un sito interessante, che mi ha intervistato.
Parlerò più in profondità dello stile del sito più in là, al momento vi invito ad andare a visitarlo!

Saluti di fretta e di corsa,
Marco

Heavy rain, looking for the Origami killer

8 febbraio 2010


I’m not used to write about games before watching and analyzing them; in this case I made an exception.
At Christmas I received (not payed yet….thank you Luca…at the moment) a PS3.
Even if at home I have other nice “tools” (Microsoft XBox 360 Sony PS2, Nintendo Gamecube, a PSP FAT and a Nintendo DS Lite), I decided to “buy” the Sony’s third daughter mainly for two games:

I played and completed Fahrenheit (called also Indigo Prophecy), the previous game of Quantic dream studio and I liked very much.
The ending is not so good, but the ideas behind the game are original.
I think is one of the few “interactive movie” that I have finished in my history of video game player.
Now I have played the “four days” experience of Heavy Rain and the PS3 demo (won with the 4 day exp) and I can say that it can be a great masterpiece in the video game history.
Something that is really different from the “usual soup” of video games today.

Now I have to wait until February 24th, day of its release. Cross fingers before playing!

Fun regards,
Marco

Una perla da Max Gazzè

20 gennaio 2010

favolaDiAdamoEdEva
Sfogliando il Singstore per preparare il pomeriggio Singstar domenica, ritrovo Max Gazzè.
Risentendo una delle prime canzoni che me lo ha fatto conoscere, mi sono accorto quanto “La favola di Adamo ed Eva” sia attuale oggi.
A questo link trovate il link originale in alta definizione, un must per il proprio IPOD, così come tutto l’album da cui è tratta.

La favola di Adamo ed Eva (1998)

Santi numi ma che pena mi fate
strozzati inghiottiti come olive ascolane
spiedini di carne in fila sulle autostrade
saldare al casello tanto per ringraziare
pensarsi arrivati dopo un lungo week-end
chiedo venia trovo un po’ esagerato
pagare tre volte un litro di benzina
sentirsi ridire con sorrisi di rame
che sono costretti dal mercato dei cambi

ma andate a cagare voi e le vostre bugie

Credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell’essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva
la favola di Adamo ed Eva

Dico quel che penso e faccio quello che dico
l’azione è importante siamo uomini troppo distratti
da cose che riguardano vite e fantasmi futuri
ma il futuro è toccare mangiare tossire ammalarsi d’amore

Credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell’essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva
la favola di Adamo ed Eva

Saluti notturni e in economia…

Marco

Un omaggio a Rino Gaetano

12 gennaio 2010


Buonasera a tutti.
Su questo blog Rino ci ha già tenuto compagnia con una gran bella canzone “Io ci sto”. Oggi volevo postare una delle sue canzoni più famose per rispondere a chi desidera una “italietta” costituita da persone che pensano solo ai loro affari…

Saluti notturni,
Marco

Oh can’t you see what love has done!

26 dicembre 2009


Inauguro tardi il periodo natalizio con questa “scintilla” degli U2.

Nonostante in Italia il “peace and love” stia acquisendo una forte connotazione politica e ipocrita, penso che questa canzone degli U2 ci possa veramente scaldare il cuore, pronti per ripartire meglio che mai e con le nostre forze e di tutti verso gli orizzonti rinnovati che il nuovo anno ci potrà offrire.

Il video è anche un interessante collage di più artisti che sono stati “sincronizzati” con la canzone.

Buon ascolto e buona visione!

Saluti,
Marco

Artist: U2
Album: U218 Singles (2006)
Song: U2 – Window In The Skies

The shackles are undone
The bullets quit the gun
The heat that’s in the sun
Will keep us when there’s none
The rule has been disproved
The stone it has been moved
The grave is now a groove
All debts are removed
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see what love has done?
What it’s done to me?
Love makes strange enemies
Makes love where love may please
The soul and its striptease
Hate brought to its knees
The sky over our head
We can reach it from our bed
You let me in your heart
And out of my head, head
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see what love has done?
What it’s done to me?
Oh, oh, oh, oh
Oh, oh, oh, oh
Please don’t ever let me out of you
I’ve got no shame, oh no, oh no
Oh can’t you see what love has done?
Oh can’t you see?
Oh can’t you see what love has done?
What it’s doing to me?
I know I hurt you and I made you cry
Did everything but murder you and I
But love left a window in the skies
And to love I rhapsodize
To every broken heart
For every heart that cries
Love left a window in the skies
And to love I rhapsodize

Please..do the right thing…

16 dicembre 2009

do_the_right_thing4
L’episodio vissuto questa sera in treno mi ha invogliato a scrivere di getto questa riflessione.
Ciò che immagino sarà il futuro che potrebbe vivere questa nazione nei prossimi anni?

Da un po’ di tempo penso che il popolo italiano non si smuoverà fino a quando non gli si toglierà il pane da mangiare.

Ora, da pendolari, il nostro “pane” era questa alta velocità, nella quale confidavamo per avere, oltre a un lavoro (interessante, scelto, subito o necessario a seconda dei casi), una qualità
della vita migliore nella città dei nostri affetti.

Questa sera è capitato questo; ennesimo ritardo di più di 35 minuti (30 secondo il cartello digitale degli orari) del treno che deve partire da porta Garibaldi a Torino Porta Nuova in arrivo da Roma.
Tutti i passeggeri, abbonati e non, sono allo stato di “cottura”, stato che ha come sentimento principale la rabbia.

Si sale in carrozza, si riesce a fatica a prendere posto e quindi un gruppo di persone va a chiedere l’ennesima spiegazione e cerca di capire il motivo per cui
stiano capitando questi ritardi, nella speranza di avere una ragione logica e non la solita risposta all’italiana “Io non ne sono responsabile – eseguo solo gli ordini”.

52 minuti e 45 di ritardo sono decisamente troppi per qualcuno che da anni aspettava la MITO, cioè finalmente
un collegamento tra Torino e Milano pubblicizzato tantissimo da tutti (politici, media) di circa 45 minuti.

Si arriva dal capotreno e durante la discussione il tono sale; arrivano le persone che gestiscono il ristorante e che
fanno “servizio di benvenuto” in prima classe e non a quei “pezzenti” della seconda.
Pochi attimi.
Il passaggio bloccato e uno dei due inservienti minaccia di chiamare la Polizia Ferroviaria.

Con la calma di un estraneo non potresti mai pensare che possa succedere qualcosa (c’era tanta gente e non è facile spostarsi in un corridoio molto stretto di un ETR500, quindi questo tipo di minaccia
è una idiozia a prescindere) eppure esplode la rabbia, l’aggressività repressa causata da questo succedersi di episodi assurdi.

Da tutte e due le parti contemporaneamente.

L’aveva narrata bene Spike Lee in “Fa’ la cosa giusta”. Ecco: quello che è successo oggi è stato meno terribile rispetto a quello visto nel film, ma paragonabile come velocità di esecuzione.
Alla minaccia dell’arrivo della Polfer il passeggero scatta, l’altro inserviente urla un insulto per convincere la persona a spostarsi e a smetterla di urlare.
Il passeggero non gradisce e in un microsecondo la sua mano afferra la camicia dell’inserviente pronta per l’aggressione a meno di non chiedere scusa o fornire la propria matricola.
Grazie a Dio la calma regna ancora nell’animo di altre persone e i due improvvisi contendenti sono divisi.
Seguono discussioni, il capotreno interviene con buon senso e piano piano questa esplosione di rabbia è messa a tacere.

A questo punto se avete cominciato a giudicare (”Aveva ragione il passeggero, aveva ragione l’inserviente”) mi dispiace ma non avete capito niente.
Questo episodio è solo la punta dell’iceberg di un disagio che c’è, si percepisce, ma rimane sopito.
Un herpes che arriva quando meno te l’aspetti e verrà fuori in Italia, quando si priveranno le persone del pane da mangiare.
Peccato che in questa responsabilità comune ci sono le stesse persone, cui sarà tolto da mangiare che, vuoi per scelta personale o poca cultura hanno aspettato di essere vittime di una situazione
in cui si sentivano poco coinvolti.

Non so che fine faremo, al momento ciò che voglio continuare a fare è combattere con quelle che sono le armi del buon senso e della verità, basata sui fatti e numeri che si possono toccare con mano
e discutere; rifiuto le scuse stile stile “le richieste del mercato” o proclami da bar fatti da altri. Questo modo di portare avanti non mi interessa.
Fino a questo momento ha portato frutto, almeno per quanto riguarda la mia esperienza universitaria e speriamo che il buon senso prevalga.

Un Marco pensieroso che alle 22 di sera va a mangiare…

Please…DO THE RIGHT THING!