Non sono tempi facili un po’ per tutti e figuriamoci adesso in tempi di elezioni!
Vorrei però condividere con voi un incontro bello e che mi permette di riappropriarmi del blog che per un po’ ho lasciato in solitudine.
Questa sera sono andato a sentire Antonio Spadaro, gesuita e direttore di “Civiltà cattolica”, autore di Cyberteologia.
I dettagli pratici dell’incontro potete trovarli qui.
Era da tanto tempo che non uscivo da incontri del genere con “l’entusiasmo di una volta”. Battute a parte, è stato un incontro che ha dato la forma a tutto un insieme di pensieri e idee che avevo già in mente, ma che dovevano trovare una nuova modalità per essere trasmesse anche ad altre persone.
A questo punto NON potete non andare sul suo blog, Cyberteologia!
Un saluto in superficie e profondità (NB ha senso solo per chi ha seguito l’incontro, quindi non spaventarti, o visitatore dell’ultima ora!)
As I said in the previous post, I’m not dead, I’m only very busy!
One of the reasons is that I’m going to participate, like the past year at View Conference 2012.
I will attend one speech and one workshop.
You can find information here or you can watch the “Star Wars”-like intro made using the online tools from StarWars.com. The tool is AWESOME! Thank you Starwars.com!
Hello to everyone.
I begin the 2012 discovering an old zip file downloaded ages ago.
In the file I found the original MOD files of a video game gem of ’90:
One Must Fall:2097.
It was one of the first fighting games that had a complex story mode. You chose the robot, the enhancements, the upgrades.
The commands are really simple: one stick and TWO buttons to do all you need to survive in the tournaments.
The update of WordPress engine brings a new, shining spark!
It is one of the songs of the soudntrack of Dirt 2!
I think it has lot of energy, so….enjoy!
Never takes us alive – Madina Lake
Sometimes I feel like I’m from another world,
And everything I want in life seems impossible.
Cause people they’ll tear you apart.
But in the bottom of our hearts,
The dream’s alive inside.
And we won’t forget…
So we say…
You can’t break, can’t change, can’t take us down.
(We run this town)
We’ll stand, we’ll fight, set fires all night.
(You’ll never take us alive…)
Wa oh oh oh oh oh…
Wa oh oh oh oh oh…
(You’ll never take us alive…)
Wa oh oh oh oh oh…
Wa oh oh ohhhhh…
(You’ll never take us alive…)
For the last time I’ll give myself to the enemy,
By letting their words just walk all over me.
Cause people they’ll tear you apart,
If you are not like them.
And we are different.
Let the war begin.
So we say…
You can’t break, can’t change, can’t take us down.
(We run this town)
We’ll stand, we’ll fight, set fires all night.
(You’ll never take us alive…)
Wa oh oh oh oh oh…
Wa oh oh oh oh oh…
(You’ll never take us alive…)
Wa oh oh oh oh oh…
Wa oh oh ohhhhh…
(You’ll never take us alive…)
There’s no fear inside.
This is our time, no giving up.
When we connect our hearts, to our minds,
There’s no stopping us.
So we say…
You can’t break, can’t change, can’t take us down.
(We run this town)
We’ll stand, we’ll fight, set fires all night.
(You’ll never take us alive…)
Wa oh oh oh oh oh…
Wa oh oh oh oh oh…
(You’ll never take us alive…)
Wa oh oh oh oh oh…
Wa oh oh ohhhhh…
(You’ll never take us alive…)
Far convivere la preparazione di questo intervento con l’attività lavorativa ordinaria è stato un parto difficiile, ma spero che possa interessare i partecipanti.
Vedremo domani le reazioni a caldo.
Buonasera! Informetica, dopo qualche giorno di down, è passato su un server ospitato in Inghilterra! Questo è il motivo per cui in questi giorni potete avere avuto messaggi di errore nel cercare questo sito. In attesa di ulteriori novità, segnatevi una data: 14 ottobre o giù di lì…
Buonasera a tutti!
Dopo ulteriori 10 giorni di lavoro di fila, eccomi finalmente a cominciare la prima parte delle mie ferie.
Inauguro queste vacanze con una scintilla, un pezzo “doc” tratto dalla serie Boris, come avete già visto in un altro post, al momento la serie italiana che più ho apprezzato in questi ultimi anni…(forse l’unica?).
Lo spezzone è intitolato “La formica rossa” e rappresenta un bel momento intenso di questa serie che fa molto ridere e pensare.
La poesia è di Jorge Luis Borges che avevo già gustato, quando facevo teatro amatoriale (15 anni fa!!!!), con la poesia “Gli scacchi”.
Un’altra poesia dei doni
(da “L’altro, lo stesso” di Jorge Luis Borges)
Ringraziare voglio il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,
per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
per il saldo diamante e l’acqua sciolta
per l’algebra, palazzo di precisi cristalli,
per le mistiche monete di Angelus Silesius,
per Schopenhauer,
che forse decifrò l’universo,
per lo splendore del fuoco
che nessun essere umano può guardare
senza uno stupore antico
per il mogano, il sandalo e il cedro,
per il pane e il sale,
per il mistero della rosa
che prodiga colore e non lo vede,
per certe vigilie e giorni del 1955,
per i duri mandriani che nella pianura
aizzano le bestie e l’alba,
per il mattino a Montevideo,
per l’arte dell’amicizia,
per l’ultima giornata di Socrate,
per le parole che in un crepuscolo furono dette
da una croce all’altra,
per quel sogno dell’Islam che abbracciò
mille notti e una notte,
per quell’altro sogno dell’inferno,
della torre del fuoco che purifica,
e delle sfere gloriose,
per Swedenborg,
che conversava con gli angeli per le strade di Londra,
per i fiumi segreti e immemorabili
che convergono in me,
per la lingua che secoli fa parlai nella Northumbria,
per la spada e l’arpa dei sassoni,
per il mare, che è un deserto risplendente
e una cifra di cose che non sappiamo,
per la musica verbale d’Inghilterra,
per la musica verbale della Germania,
per l’oro che sfolgora nei versi,
per l’epico inverno
per il nome di un libro che non ho letto,
per Verlaine, innocente come gli uccelli,
per il prisma di cristallo e il peso d’ottone,
per le strisce della tigre,
per le alte torri di San Francisco e di Manhattan,
per il mattino nel Texas,
per quel sivigliano che stese l’Epistola Morale,
e il cui nome, come preferiva, ignoriamo,
per Seneca e Lucano, di Cordova,
che prima dello spagnolo
scrissero tutta la letteratura spagnola,
per il geometrico e bizzarro gioco degli scacchi,
per la tartaruga di Zenone e la mappa di Royce,
per l’odore medicinale degli eucalipti,
per il linguaggio, che può simulare la sapienza,
per l’oblio, che annulla o modifica i passati,
per la consuetudine,
che ci ripete e ci conferma come uno specchio,
per il mattino, che ci procura l’illusione di un principio,
per la notte, le sue tenebre e la sua astronomia,
per il coraggio e la felicità degli altri,
per la patria, sentita nei gelsomini
o in una vecchia spada,
per Whitman e Francesco d’Assisi che scrissero già
questa poesia,
per il fatto che questa poesia è inesauribile
e si confonde con la somma delle creature
e non arriverà mai all’ultimo verso
e cambia secondo gli uomini,
per Frances Haslam, che chiese perdono ai suoi figli
perché moriva così lentamente,
per i minuti che precedono il sonno,
per il sonno e la morte,
quei due tesori occulti,
per gli intimi doni che non elenco,
per questa musica, misteriosa forma del tempo.
Un saluto impegnato ma con la prospettiva di relax!